Scrivere o le nuove tecnologie?

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 “Seminario E-Learning,multimedialità e formazione in rete”

Il seminario si è tenuto martedì 27 novembre presso la Sala di Facoltà di Scienze della Formazione.I relatori erano: il prof. Corrado Petrucco, Cristiano Cestaro (presidente Edexon), Francesco Vallotto (socio Edexon).

Il prof. Corrado Petrucco nella prima parte del seminario ha introdotto l’utilizzo della tecnica dello Storytelling in azienda. Ma ciò che mi ha colpito è stata l’ancorata idea che per esprimere un disagio e risolverlo si utilizzi ancora il medoto della scrittura, pur sapendo che rimarrà nel cassetto ad aspettare. Mi ha fatto quindi sorridere l’immagine di pile di fascicoli sugli scaffali che rimangono impolverati e al massimo servono come carta straccia.. qui il formatore che c’è in me voleva prendere lo spigolo vivo della sedia in fronte….

 

Perciò scrivere o le nuove tecnologie?

Questo è il dilemma….

Da:

http://www.aifonline.it/uploadeddocs/DomenicoLaterza//PRO_Veneto_23.pdf

Scrivere o le nuove tecnologie?ultima modifica: 2007-12-02T04:35:00+00:00da goodeden
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Un pensiero su “Scrivere o le nuove tecnologie?

  1. Sono impressionato dall’ argomento “Seminario E-Learning, multimedialità e formazione in rete”.
    Non conosco l’ inglese, ma conosco abbastanza bene la lingua italiana. So leggere un dizionario e ho la capacità culturale di tradurre dall’ ING. all’ IT. e viceversa. La parola inglese “learning” tradotta in italiano viene restituita in “apprendimento”, mentre la parola “storytelling” tradotta in italiano, mediante un traduttore, mi restituisce la parola “narrativa”, ma se divido la parola inglese nella frase “story telling”, mi viene restituita la frase italiana “raccontar storie”. Non è chiaro che cosa sia una disciplina universitaria che si occupi di “apprendimento e raccontar storie o narrativa”.
    Chiaro è invece che l’ applicazione di tale disciplina è orientata a pianificare l’ apprendimento della narrativa o del raccontare storie in persone che abbiano la necessità dell’ uso della rete “internet”, onde affrontare, con la propria capacità creativa, tutto quanto diventa oggetto di espressione e di comunicazione.
    In sostanza, credo di aver capito che il seminario sull’ argomento sia stato condotto per insegnare a persone, nell’ ambito di un ipotetico posto di lavoro, a scrivere in maniera intelligibile ad altri, rapporti di lavoro o altro che siano attinenti alla professione. Sorge spontanea una domanda: ma se venissero insegnate bene, fin dalla più tenera età, la grammatica, la sintassi e si desse il compito di leggere un vocabolario oppure una enciclopedia, non si raggiungerebbe uno scopo più formativo e intelligente, senza la neessità di spendere ulteriori soldi per pagare professori e consulenti? Daltronde, chi ha la vocazione alla scrittura creativa, riuscirà bene anche con l’ autocultura, ma se il soggetto non fosse portato alla fantasia, anche se avesse la padronanza della lingua, non sarebbe capace di mettere cinque parole per formare una frase di senso compiuto.
    Questo è il mio pensiero e, se erroneo, mi piacerebbe saperlo. Un saluto cordiale, cesare nicolicchia da Palermo

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